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NUMERO GIU-LUGLIO 2014

Data pubblicazione: 01-07-2014
 
PRIMA PAGINA

LA DONNA PIÙ BELLA DEL MONDO: NAPOLI

di Mimì De Simone

JE SO’ PAZZO, je so’ pazzo canta Pino Daniele e pure io Mimi de Simone direttore di questa testata, giornalista da più di 60 anni, classe di ferro 1925, compirò a breve 89 primavere, so’ pazzo e’ sta città. Di questa Napoli vilipesa maltrattata degradata, sempre sulle prime pagine dei giornali, odiata a volte dai suoi stessi figli che ne prendono le distanze...se ne vanno ....e se domandano loro: ma tu sei napoletano? Quel leggero accento che tradisce la provenienza…. Ma quando mai!?!! Rispondono con aria scandalizzata allontanandosi velocemente.. “napoletano io?!”. Beh io song’ e Napule e me ne vanto. Non ho mai voluto andare via nemmeno quando mi avevano offerto un posto al Corriere della Sera....Io, sto bene solo a Napoli. Napoli è una sirena ammaliatrice che mi conquista ogni giorno con la sua bellezza, il suo savoir-faire, la sua cultura, il fatto che credi di conoscerla, ma improvvisamente scopri qualcosa che non sapevi, qualcosa che non avevi mai notato prima. Un esempio: i suoi fantasmi. Spiriti di un tempo che fu che ancora fanno parlare di sé e che arricchiscono il suo curriculum di bellezza incantata (a proposito: è partita il 21 giugno e durerà fino al 30 l’iniziativa dell’assessorato al turismo del Comune di Napoli “I palazzi degli spiriti - Fantasmi a Napoli” su idea della nostra Annamaria Ghedina, all’interno le notizie). Napoli, ovvero la donna più bella del mondo. Napoli che ha dato i natali a persone speciali: Totò, i De Filippo, Scarpetta, la diva Sophia Loren, scrittori come Giuseppe Marotta, Luciano de Crescenzo, Santi come Giuseppe Moscati, giornalisti di razza quali Gino Palumbo, Antonio Ghirelli, Pasquale Nonno, cantanti immortali un nome per tutti Enrico Caruso, compositori di melodie indimenticabili Libero Bovio, Ferdinando Russo...armatori… il mitico Achille Lauro, politici e giuristi illustri Giovanni Leone...e sono quelli che mi vengono veloci alla mente .....ditemi voi come si può non amarla? È qui mi chiedo: ma quanti sono i napoletani che l'amano pur vedendone i difetti? Già perché amare vuol dire sopportarne le intemperanze. Amare vuol dire cercare di capire, di intervenire quando si presenta un problema, far sì che pur se c’è qualche segno di vecchiaia porvi immediato rimedio usando i ritrovati che la scienza e la tecnica mettono a disposizione per migliorarne l'aspetto. Guai a trascurare far finta di non vedere.... Sono antico? Dico cose retoriche? Forse, ma l'età me lo consente. Io amo questa città come un ragazzino ama la sua ‘nammuratella e così vorrei che tutti i napoletani sentissero forte questo sentimento di appartenenza: il riscatto di una napoletanità forte prorompente, come un fiume in piena, che ci unisce. Perché Napoli sia la capostipite di un sud che è radice d'italianità, di quella diversità di genere che non sono le quote rosa, ma è una femminilità che fa di Napoli, la sirena Parthenope, un’amante che accoglie fra le sue calde braccia non solo i figliuol prodigo, ma che ti da la sensazione d'essere arrivati in paradiso.
Torneremo a settembre.

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ADERITE ALLA NOSTRA INIZIATIVA
PER  INTESTARE  A TOTO' PIAZZA PRINCIPE UMBERTO

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Intervista con il maestro d'arte Marco Chiuchiarelli - Luigi Ventriglia (Mensile ''Lo Strillo'')

   


Napoli, 11 luglio 2014 - Abbiamo incontrato Marco Chiuchiarelli, fondatore della scuola d’arte In Form of Art (www.informofart.com) e di Douglas edizioni, la giovane e vitale casa editrice partenopea, nata dalla precedente esperienza editoriale In Form of Art, che lo scorso maggio ha inaugurato la sua fucina editoriale con "L'amore è...", un viaggio profondo nell'universo dell'amore accarezzato e descritto dalle evocative illustrazioni della giovane artista Olga Mangiacapra. È ancora possibile un’editoria coraggiosa? È possibile dare fiducia e spazio ai giovani? Queste sono le domande che ci hanno spinto a voler incontrare Marco Chiuchiarelli, che, con la sua lunga esperienza di maestro d’arte di una scuola che fa docenti i suoi allievi più meritevoli e attraverso l’operato e la filosofia della sua giovane ed emergente casa editrice, in barba ad tutti i crepuscolari leitmotiv di quest’era di crisi, economica ed ancor più sovente morale – spesso non altro che scuse di chi non vuole rischiare – sta portando avanti con costanza e coraggio la sua idea fatta di fiducia nei giovani.
Luigi Ventriglia (Mensile "Lo Strillo")

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