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SPECIALE 2014

Data pubblicazione: 02-08-2014
 
PRIMA PAGINA

LA DONNA PIÙ BELLA DEL MONDO: NAPOLI

di Mimì De Simone

JE SO’ PAZZO, je so’ pazzo canta Pino Daniele e pure io Mimi de Simone direttore di questa testata, giornalista da più di 60 anni, classe di ferro 1925, compirò a breve 89 primavere, so’ pazzo e’ sta città. Di questa Napoli vilipesa maltrattata degradata, sempre sulle prime pagine dei giornali, odiata a volte dai suoi stessi figli che ne prendono le distanze...se ne vanno ....e se domandano loro: ma tu sei napoletano? Quel leggero accento che tradisce la provenienza…. Ma quando mai!?!! Rispondono con aria scandalizzata allontanandosi velocemente.. “napoletano io?!”. Beh io song’ e Napule e me ne vanto. Non ho mai voluto andare via nemmeno quando mi avevano offerto un posto al Corriere della Sera....Io, sto bene solo a Napoli. Napoli è una sirena ammaliatrice che mi conquista ogni giorno con la sua bellezza, il suo savoir-faire, la sua cultura, il fatto che credi di conoscerla, ma improvvisamente scopri qualcosa che non sapevi, qualcosa che non avevi mai notato prima. Un esempio: i suoi fantasmi. Spiriti di un tempo che fu che ancora fanno parlare di sé e che arricchiscono il suo curriculum di bellezza incantata (a proposito: è partita il 21 giugno e durerà fino al 30 l’iniziativa dell’assessorato al turismo del Comune di Napoli “I palazzi degli spiriti - Fantasmi a Napoli” su idea della nostra Annamaria Ghedina, all’interno le notizie). Napoli, ovvero la donna più bella del mondo. Napoli che ha dato i natali a persone speciali: Totò, i De Filippo, Scarpetta, la diva Sophia Loren, scrittori come Giuseppe Marotta, Luciano de Crescenzo, Santi come Giuseppe Moscati, giornalisti di razza quali Gino Palumbo, Antonio Ghirelli, Pasquale Nonno, cantanti immortali un nome per tutti Enrico Caruso, compositori di melodie indimenticabili Libero Bovio, Ferdinando Russo...armatori… il mitico Achille Lauro, politici e giuristi illustri Giovanni Leone...e sono quelli che mi vengono veloci alla mente .....ditemi voi come si può non amarla? È qui mi chiedo: ma quanti sono i napoletani che l'amano pur vedendone i difetti? Già perché amare vuol dire sopportarne le intemperanze. Amare vuol dire cercare di capire, di intervenire quando si presenta un problema, far sì che pur se c’è qualche segno di vecchiaia porvi immediato rimedio usando i ritrovati che la scienza e la tecnica mettono a disposizione per migliorarne l'aspetto. Guai a trascurare far finta di non vedere.... Sono antico? Dico cose retoriche? Forse, ma l'età me lo consente. Io amo questa città come un ragazzino ama la sua ‘nammuratella e così vorrei che tutti i napoletani sentissero forte questo sentimento di appartenenza: il riscatto di una napoletanità forte prorompente, come un fiume in piena, che ci unisce. Perché Napoli sia la capostipite di un sud che è radice d'italianità, di quella diversità di genere che non sono le quote rosa, ma è una femminilità che fa di Napoli, la sirena Parthenope, un’amante che accoglie fra le sue calde braccia non solo i figliuol prodigo, ma che ti da la sensazione d'essere arrivati in paradiso.
Torneremo a settembre.

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PER  INTESTARE  A TOTO' PIAZZA PRINCIPE UMBERTO

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"Sott' 'e bombe" - Reading di poesie al femminile nel ventre del Palazzo Caracciolo d'Oppido

   


Napoli, 10 settembre 2014 – Il ventre della città accoglie il reading poetico al femminile “Sott’ ‘e bombe”. Nel corso del Secondo conflitto mondiale Napoli fu la città italiana più colpita dalle bombe. Molte delle antiche cavità della città furono utilizzate dai cittadini come rifugio antiaereo. Anche l’acquedotto della Bolla, realizzato dai greci di Neapolis, e sito al di sotto del cinquecentesco Palazzo Caracciolo d’Oppido, in via Carbonara 31, seppe accogliere i cittadini come il ventre premuroso di una madre. A ricordo di quei terribili giorni, dal 10 al 17 settembre, in questi spazi intrisi di storia sapientemente allestiti dall’archeologa Roberta Aveta, oltre 20 autrici partenopee - di nascita o adozione - terranno un reading di poesia. Oggi il via del suggestivo evento, curato e moderato da Costanzo Ioni e realizzato e promosso dall’associazione culturale Agorà diretta dalla dottoressa Paola Filardi (facebook.com/pages/AGORA-Associazione-Culturale), al quale, in ordine cronologico hanno partecipato le poetesse Federica Giordano, Cinzia Caputo, Giovanna Silvestri, Agi Berta (ungherese di nascita, ma napoletana di adozione), Floriana Coppola e Angela Schiavone. Nelle serate dell’11, 16 e 17 settembre le pareti dello storico acquedotto partenopeo continueranno a risuonare accarezzate dai versi suggestivi di altre numerose poetesse. Nel corso della manifestazione saranno in mostra i “Piccolibroggetto”, pezzi unici realizzati dall’artista e scultore Augusto Massa che accoglieranno i versi scritti per l’evento da tutte le autrici. Come sottolineato spesso e con parole diverse dal giornalista Mario Carannante, curatore della comunicazione alla stampa dell’evento: “Napoli e la Campania hanno bisogno di un impegno volto alla positività, che sappia raccontare e rivitalizzare al meglio tutta la sua Storia e la sua Cultura”. E così facendo, possiamo aggiungere, anche le profonde, infinite cavità che caratterizzano questa città giovane di oltre tremila anni, come è accaduto oggi, possono essere raggiunte dal sole. Luigi Ventriglia (Periodico “Lo Strillo”) Mario Carannante

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