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NUMERO NOVEMBRE CARTACEO 2016

Data pubblicazione: 24-11-2016
 
PRIMA PAGINA

CON UN GESTO TI CANCELLO

di Anna Maria Ghedina



BELLA LA BIONDA in copertina, il suo nome è Anna Semenkova nazionalità russa, vincitrice del concorso di bellezza “Miss Europe-Continental”, fisico notevole, faccino angelico, ma non è per questo che l’abbiamo messa in copertina, l’abbiamo scelta per sottolineare quanto la bellezza giochi un ruolo determinante nella vita di una donna (ma anche di un uomo). E di belle non ne annoverano solo i concorsi di bellezza, ne vediamo tante quotidianamente. Perché questo preambolo? Per introdurre l’argomento scottante della violenza sulle donne. Ci sono criminali che usano l’acido, o il fiammifero per “cancellare” dalla faccia della terra la loro ex o non ex compagna, moglie, amante, amica e se non riescono nell’intento eliminatorio la poverina sopravvive sfregiata a vita e non solo nel corpo, ma nell’anima. Quando il fuoco o l’acido ti cancellano i lineamenti riducendoli ad un ammasso informe, non sei più tu, ma uno “sgorbio” che non sempre gli interventi medici riescono a sistemare. Lo sapevate che il femminicidio supera di gran lunga nella quantità, i delitti delle organizzazioni criminali? Si sta assistendo ad un’escalation di reati nei confronti delle donne che non ha eguali per la frequenza e la giornata internazionale istituita dall’Assemblea della nazioni Unite nel dicembre 1999  che ha posto l’accento sugli atti di violenza compiuti sulle donne, ha trovato soprattutto quest’anno un eco maggiore. Le istituzioni campane hanno messo in campo vari incontri, il Comune di Napoli con “Svergognati” che potete leggere sia con l’accento sulla o che sulla a, promosso dall’assessorato alle Pari Opportunità (assessore Daniela Villani), la Confcommercio ha aperto un “Osservatorio Antiviolenza sulle donne”. Fondi sono stati stanziati dall’assessorato regionale alle Pari Opportunità con l’assessore Chiara Marciano in aiuto delle donne perseguitate (anche se l’iter per accedervi non è così semplice) e le iniziative si sono moltiplicate ovunque nel Paese. Riflettori accesi. Però poi l’attenzione si spegne…e gli atti delittuosi non si fermano, come un effetto domino. È vero c’è la legge sul femminicidio, ma anche quella nei confronti di chi delinque che concede loro alcuni benefici, dopo un tot di anni di carcere, e  li rimette in libertà, seppur vigilata. Ma lei resta morta o sfregiata per sempre, mentre lui è di nuovo in giro. Ci vogliono fatti e non parole, non basta un giorno celebrativo, noi dobbiamo aprire la radio, la TV e non sentire più “donna uccisa, sfregiata, bruciata, stuprata dal suo compagno”, dobbiamo sentire che chi compie simili reati resti a marcire in gattabuia fino all’ultimo giorno della sua condanna se non “fine pena mai”. Non servono le quote rosa, serve il rispetto profondo che si deve ad un essere umano sia esso femmina che maschio

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