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Al via il 52° Nauticsud

Data pubblicazione: 04-02-2026
 

Nella sala del teatro Mediterraneo della mostra d'Oltremare di Napoli, è stata presentata ufficialmente la 52° edizione del salone nautico Nauticsud che si terrà dal 7 al 15 febbraio. Presenti ospiti di spicco, Remo Minopoli, presidente Mostra d’Oltremare, Gennaro Amato, presidente AFINA, Giuseppe Aulicino, Direttore marittimo della Campania e del Porto di Napoli, Amedeo Manzo, Presidente BCC di Napoli. Il dibattito è stato moderato sapientemente dal giornalista Fabrizio Khune, che è anche ufficio stampa dell'evento. Dalle prime battute si è avuta la netta sensazione che questo salone arrivi in un momento congiunturale del settore dove la nautica da diporto è in sofferenza. Un dato, questo, che si percepisce nell'aria e che nessuno, quest’anno, prova a nascondere: la nautica medio-piccola sta vivendo una fase complessa. I segnali si erano già intravisti nel 2025, ma la conferma è arrivata anche dal Boat Show di Düsseldorf 2026, dove molti cantieri europei hanno rallentato la spinta sui nuovi modelli.

Tra gli stand della Mostra d’Oltremare di Napoli, la parola d’ordine non è crisi, ma trasformazione.

Innovazione, impiego di materiali sempre più performanti, tecniche costruttive moderne possono rivelarsi una strategia vincente per il mercato anche in funzione di una maggiore sicurezza . Ma oggi non possiamo parlare di nautica senza parlare di formazione. La sicurezza in mare passa prima di tutto da chi conduce un’unità da diporto, dai comportamenti responsabili, dalla capacità di interpretare condizioni meteo-marine, dalla conoscenza delle regole e dal rispetto per gli altri utenti del mare. Le scuole nautiche sono il primo baluardo per garantirlo, esse non preparano semplicemente alla prova d’esame, ma formano navigatori consapevoli, capaci di affrontare situazioni reali con competenza e responsabilità. In questo contesto, l'UNASCA, l'associazione delle Autoscuole e Scuole Nautiche maggiormente rappresentativa a livello nazionale, sta lavorando con il ministero per sollecitare nuove linee di principio per il diportista e nuove norme che possano garantire una maggiore consapevolezza alla guida delle unità da diporto. E una delle novità più importanti degli ultimi tempi è stata l’introduzione della patente nautica di categoria D1. Essa, nata da una precisa volontà ministeriale di creare un percorso didattico per i piccoli diportisti, si propone di creare un accesso graduale al mondo marinaresco per tutti gli appassionati del mare, già a partire dall'età di 16 anni. Naturalmente con dei limiti: conduzione di unità da diporto fino a 10 metri di lunghezza, con navigazione esclusivamente diurna, entro 6 miglia dalla costa e motore con potenza massima fino a 115 kW (circa 156 CV). Questa nuova categoria rappresenta un’opportunità significativa per avvicinare nuovi appassionati alla nautica e per consentire a molti utenti di vivere il mare in modo più diretto e accessibile. Tuttavia, questa opportunità porta con sé responsabilità aggiuntive. Anche con limiti diurni e prestazioni teoricamente moderate, si tratta di mezzi che richiedono sicurezza di guida, conoscenza delle norme e buoni comportamenti in mare. Per questo è essenziale che la formazione nelle scuole nautiche sia non solo adeguata, ma di elevata qualità, affinché la D1 non diventi un titolo da ottenere ma piuttosto un vero percorso di crescita marittima. Solo così possiamo garantire che comportamenti corretti e sicurezza restino al centro, indipendentemente dalla categoria di patente. E le scuole nautiche saranno chiamate in prima persona a svolgere questo importante ruolo nella scolarizzazione e cultura del mare.

Il dibattito, stamattina, è stato molto intenso con spunti di riflessione che hanno toccato tutti i punti della filiera nautica evidenziando i pregi e le criticità dell'intero settore. Di seguito le dichiarazioni delle personalità intervenute:

Remo Minopoli, presidente Mostra d’Oltremare: ''La Mostra d'Oltremare organizza da anni NauticSud un appuntamento imperdibile che apre la stagione fieristica del settore nautico, un settore che in una regione e in una città come la nostra, soprattutto in ottica America's Cup, può fare la differenza. Negli anni - aggiunge Minopoli - il calendario fieristico si è arricchito di eventi e appuntamenti grazie al lavoro svolto e al crescente interesse verso la Mostra, che si conferma location ideale per fiere e grandi eventi. Raddoppiare il NauticSud nel 2026 con una seconda edizione a ottobre può essere una buona intuizione, che va verificata però con le istituzioni e con il calendario che vede già varie fiere organizzate e contrattualizzate per quel periodo. Siamo pronti a lavorare per provare a soddisfare le richieste, ma è chiaro, che al di là della buona volontà, tutte le parti devono tenere conto di questi fattori''.

Gennaro Amato, presidente AFINA: ''Questo Nauticsud celebra un anniversario, sono infatti 10 anni che collaboriamo al fianco di Mostra d’Oltremare Spa per rilanciare il brand del Nauticsud che anche per questa 52ª edizione vedrà ancora tante realtà produttive presenti con numeri importanti, nonostante una crisi del 25% di fatturato, negli ultimi due anni e del 35% di calo produttivo dei cantieri della piccola e media nautica, dettato da fattori come l’assenza di ormeggi, l’acceso al credito e l’aumento delle materie prime. Per questo motivo – ha proseguito il presidente Amato – serve una svolta e, in attesa dei Marina e ormeggi per i quali combattiamo da anni, occorre cambiare la data da febbraio a ottobre dell’evento. Un primo consenso è giunto a suo tempo anche dal sindaco Manfredi, che con il Comune è socio di riferimento della MdO Spa. In tal modo, per combattere la crisi, si offre il doppio vantaggio ai cantieri di avere 5 mesi di tempo per realizzare la produzione e altrettanti mesi per gestire le permute e l’usato. Oggi, invece, restano in pancia delle aziende che in soli due mesi, con il salone a febbraio, non riescono a collocare sul mercato''.

Giuseppe Aulicino, Direttore marittimo della Campania e del Porto di Napoli: ''Il Nauticsud è una vetrina di grande importanza e in vista della Americas’ Cup diventa riferimento della nautica per la città di Napoli. Gestire il traffico della Coppa e della nautica da diporto sarà impegnativo ma ci saranno oltre 40 unità, tra Guardia Costiera ed altre forze dell’ordine, per gestire il campo di regata di 19 chilometri di perimetro e una superficie 26 km quadrati totali. Useremo anche innovativi strumenti tecnologici per il coordinamento comando e controllo. Sul cambio data del Nauticsud riteniamo una scelta interessante anche per l’opportunità della produzione nautica da diporto delle unità della Guardia Costiera che richiedono tempi lunghi di realizzazione''.

Amedeo Manzo, Presidente BCC di Napoli: ''La lungimiranza in proiezione per un banche di comunità, di territorio, a Napoli, è fondamentale. Questo, grazie anche al presidente Amato, è avvenuto per la nautica grazie all’attività di Afina e del Nauticsud che da anni ha aperto un dialogo con BCC di Napoli per il rapporto con i cantieri produttori napoletani, ma anche con gli armatori per l’acquisto. Un investimento economico territoriale, con capitali che sono rimasti sul territorio, che hanno reso circolare un sistema valido e produttivo. Per questo motivo, credendo come banca di territorio nel settore, al Nauticsud, per coloro che volessero comprare una barca, offriremo un tasso più basso del 25% in meno del mercato. E sul raddoppio del Nauticsud per il 2026 posso affermare che la città è sicuramente in grado di organizzare un’altra esposizione nello stesso anno che produrrebbe una ricaduta economica e un’opportunità come ulteriore evento e momento attrattivo''.


Al salone, quest'anno, la prudenza dei costruttori si è tradotta in una scelta strategica precisa, meno debutti assoluti, più restyling intelligenti. Non semplici ritocchi estetici, ma interventi mirati a migliorare vivibilità, ergonomia e sfruttamento degli spazi, soprattutto sopra coperta. Una nautica che si fa più ''abitabile'', pensata per un utilizzo rilassato e conviviale, in linea con un diportismo sempre meno legato alla velocità pura e sempre più all’esperienza a bordo.

Parallelamente cresce l’attenzione verso materiali innovativi e tecnologie a minor impatto ambientale. I motori elettrici non sono più oggetti da salone futuristico, ma soluzioni concrete con costi in progressiva discesa. Gli ibridi, dal canto loro, rappresentano oggi il vero ponte tra presente e futuro, offrendo autonomia e sicurezza anche a chi non è pronto al full electric.

Anche la presenza massiccia di aziende di servizi, accessori e water toys racconta questo cambio di rotta: rendere il mare come spazio da vivere con comodità, non solo da navigare.

I battelli pneumatici restano il cuore pulsante del salone, con 24 espositori e una forte impronta campana, segno di una leadership produttiva che il territorio continua a mantenere.

Tra i cantieri spicca Italiamarine, che porta l’intera gamma di sedici modelli. L’Amalfi 32 si presenta con una nuova postazione di guida più ergonomica, linee tese e un T-Top firmato dall’architetto Valerio Rivellini, capace di dare al battello un carattere decisamente più sportivo. Sull’ammiraglia Italia 38, invece, il restyling è soprattutto funzionale: lo spostamento degli arredi di coperta libera spazio in pozzetto, ampliando la zona conviviale e migliorando i passaggi verso poppa. Una modifica che cambia la percezione dell’intera barca.

Nel segmento dei gozzi il restyling è diffuso, ma c’è anche chi prova a spingersi oltre. Cantiere Mimì, oltre a esporre nove modelli della gamma Libeccio, presenta un progetto di ricerca sviluppato con l’Università Federico II di Napoli: componenti realizzati con fibre naturali come lino, canapa e basalto, abbinate a resine bioderivate. Non solo materiali più sostenibili, ma anche uno studio sulla riciclabilità a fine vita. Un passo concreto verso una nautica circolare, tema sempre più centrale nel dibattito internazionale.

Nel settore motori, accanto ai grandi marchi tradizionali, cresce lo spazio per l’elettrico e per i sistemi di gestione intelligente dell’energia. L’azienda pugliese As Labruna porta a Napoli una gamma completa di soluzioni a emissioni zero, dai fuoribordo elettrici fino a 300 cavalli ai generatori di bordo, affiancati da piattaforme digitali per la manutenzione predittiva.

Segnali chiari di un comparto che non si limita a inseguire la transizione ecologica, ma prova a guidarla.

Tra le novità più significative non mancano i progetti legati all’accessibilità. Il cantiere CNT presenta una piattaforma nautica pensata per garantire piena vivibilità anche alle persone con disabilità, mentre in fiera trova spazio anche il turismo accessibile promosso dalla cooperativa sociale Cosy For You con il progetto Mare e Monti. Un segnale importante, il mare come diritto, non come privilegio.

Sul fronte dell’innovazione ambientale si segnala anche la presenza di Titano Srl, azienda partenopea che propone un sistema in grado di migliorare l’efficienza della combustione nei motori tradizionali, riducendo consumi ed emissioni attraverso un dispositivo non invasivo. Soluzioni che puntano a rendere più sostenibile anche il parco nautico esistente, non solo le nuove produzioni.

Il 52° Nauticsud, dunque, non è il salone delle rivoluzioni clamorose, ma quello delle evoluzioni concrete. Meno effetti speciali, più sostanza. In un momento di incertezza, la nautica sceglie di ripartire da ciò che conta davvero, puntando sulla qualità progettuale, sostenibilità e un modo più consapevole di vivere il mare.

E forse è proprio da qui che può nascere la nuova rotta del settore.

 

 Ezio Micillo