Ogni stanza è un’installazione allestita in modo da intrecciare gli sguardi dei quadri. Il quadro di Di Stasio con la candela proietta luce anche nella stanza accanto per Borges, il romanziere cieco, e il pittore Bacon dipinti da Del Giudice. De Chirico è al vertice di un triangolo metafisico con Ontani e Pascali.Anche un’architettura ci guarda: lo stupa nepalese di Kathmandu dipinto da Paparatti. Un Pizzi Cannella fantasmatico, mai esposto prima, si scambia occhiate con una maschera giapponese del teatro Noh e il quadro visionario di Brauner. Un collage di Paolini affianca il metronomo con l’occhio di Man Ray che fa capolino dal sipario del teatro. Questa descrizione è sommaria. La mostra va vissuta di persona a occhi spalancati.Vi invitIamo a varcare la soglia della galleria con la convinzione che le opere in mostra ci guardino. Cambia tutto, vedrete!
I quadri ci guardano?
a cura di Elsa Agalbato e Fabio Sargentini
Testo introduttivo: Fabio Sargentini
Testo critico: Lorenzo Canova
Fotografia: Giancarlo Masala
Luci: David Barittoni
Allestimento: Giancarlo Masala, Alfredo Zelli
Responsabile della comunicazione: Elena Giacalone
Stampa: Studio Muraglia












