Portici. In settimana si è tenuto presso l’Orto dei Vesuviani a Portici, l’evento “Christmas in Litografi” ovvero l’Agricoltura Sociale, organizzato dal Polo della Sostenibilità Ambientale e da Slow Food Vesuvio. La presentazione di Mario Riccardi, presidente di Slow Food Vesuvio, ha messo al corrente di coloro che hanno assistito a questa ecologica manifestazione, di quanto l’Associazione Litografi Vesuviani e la sua organizzazione no-profit stanno mettendo in atto da alcuni anni. I risultati del loro lavoro dal titolo “La Comunità sostenibile e inclusiva” sono andati oltre le loro più rosee aspettative. Alla tenuta e alla coltivazione dell’Orto dei Vesuviani partecipano sia i volontari, sia coloro che soffrono di disagio psichico che trovano in questo ambiente e col lavoro, una cura più efficace di quella solo farmacologica. Di questo ha parlato Ornella Scognamiglio che si è spesa per poter includere in questo progetto i disabili psichici ovviamente segnalati dai servizi sanitari come idonei a essere impiegati in queste attività rurali. Massimo Ciliberti, responsabile del lavoro agricolo è colui che deve mettere, e lo fa egregiamente, a proprio agio i disabili, dimostrando con la sua passione quanta cura occorre per ottenere un prodotto biologico sano, naturale e dal gusto autentico.Si è poi celebrato il rito di impiantare un alberello di pompelmo rosa con una cerimonia di trasmissione energetica con la forza del pensiero di tutti i presenti, che si tenevano mano nella mano in un girotondo di cuori e menti, a questa festa dell’albero. Le degustazioni di prodotti agricoli frutto di questo lavoro hanno dimostrato che i volontari, la micro-irrigazione con riciclaggio di acque reflue, i pannelli solari in funzione stand alone e soprattutto la passione di questa brigata di piccoli agricoltori dilettanti, possono creare qualcosa di gustoso, naturale e degno di chi è sempre alla ‘ricerca di cibi genuini’.
Il venerdì di ogni settimana l’Orto dei Vesuviani ospita anche un mercatino dei prodotti agricoli, dei manufatti come il pane e altre derrate alimentari.E’ questo un esempio di quanto possa fare il volontariato non solo in senso di beneficenza, ma anche di sostegno e cura di malattie fino a qualche tempo fa ritenute “ingombranti”.
Gerardo Moretta











