AstraDoc, la rassegna di Arci Movie dedicata al cinema del reale, porta in anteprima napoletana - venerdì 30 gennaio 2026 alle 20:30 nella sala di via Mezzocannone - il documentario “Canone effimero” di Gianluca e Massimiliano De Serio. L’opera, Menzione speciale alla Berlinale 2025 nella sezione Forum, sarà introdotta da Massimiliano De Serio, co-regista insieme al fratello Gianluca, e accompagnata dagli interventi della scrittrice e saggista Simona Frasca, professoressa di etnomusicologia all’Università Federico II, e di Roberto Roversi, presidente di UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci). La serata è realizzata proprio con UCCA e il suo progetto nazionale “CineCult – Nuovi spazi sociali per il cinema e la cultura”, che arriva a Napoli con oltre trenta operatori ed esperti di Cinema per una due giorni di formazione e di riflessione sullo stato degli spazi associativi che promuovono la cultura cinematografica in Italia.
Canone Effimero è un viaggio nell’Italia invisibile tra volti, voci e tradizioni. I protagonisti di questa immersione sono singole persone o piccole comunità remote che lottano contro l’estinzione dei propri orizzonti simbolici: nei gesti di costruttori solitari di antichi strumenti o nelle voci di cantori di canti polivocali del passato. Il film mette in luce le tradizioni polifoniche di varie regioni italiane sfidando la marginalizzazione di queste culture e ricentrandole attraverso un approccio visivo ispirato alle icone bizantine e all'arte medievale.“Mescolando performance e autobiografia, i protagonisti di Canone Effimero danno così testimonianza di culture ancora vive e di tecniche vocali e musicali codificate nel tempo, attraverso il passaggio orale. Cercando i punti di connessione e i richiami interni, si può scorgere un autoritratto di un Paese sommerso e vitale. A fare da cornice a questo quadro ci sono i gesti artigiani tramandati da maestro ad allievo, insieme ad un etereo orizzonte spirituale: nella liuteria di strumenti antichi e misteriosi, come la lira calabrese o l’organistrum medievale, si riflette l’estensione diretta dello spirito della natura o dell’ordine celeste, il suo tramite con l’umano. Questi strumenti sono anche immagine di un mondo mediterraneo che si incontra con le terre orientali e africane”. (Note di regia).
AstraDoc ospita la prima giornata della tappa napoletana di CineCult (la seconda sabato 31 gennaio si terrà a Palazzo Cavalcanti col patrocinio del Comune di Napoli), progetto che UCCA sta portando in giro per l’Italia, con un percorso di riflessione sul Cinema che, da un lato, parte da una vera e propria desertificazione dei tradizionali spazi di proiezione cinematografica (con la progressiva chiusura negli ultimi anni di oltre 500 sale), mentre dall’altro lato vuole far emergere l'importanza degli spazi associativi Arci e Ucca in giro per la penisola, i quali spesso assolvono alla imprescindibile funzione di garantire la circuitazione di tante opere indipendenti, come quella dei fratelli De Serio, presente nella rassegna nazionale “L’Italia che non si vede”, curata ogni anno dalla stessa UCCA.
AstraDoc - curata da Arci Movie con Parallelo 41 Produzioni, Università degli Studi di Napoli Federico II e Coinor, con il patrocinio del Comune di Napoli - proseguirà tutti i venerdì fino al 24 aprile portando documentari e ospiti nella sala di via Mezzocannone per toccare l’attualità e temi importanti attraverso la sensibilità della Settima Arte. Dettagli sul film sono disponibili sul sito www.arcimovie.it e sui social Arci Movie e AstraDoc. Per attivare gratuitamente gli aggiornamenti della rassegna su WhatsApp inviare un messaggio al 334 68 95 990.












