La Tempesta è considerata uno dei più riusciti capolavori di William Shakespeare e l’ ultima sua fatica prima di abbandonare le scene , grazie ai temi universali trattati che accomunano tutti gli esseri umani. Tutto lo spettacolo è ambientato su un’isola, escluso il naufragio scatenato da Prospero ex duca di Milano, che si serve delle sue doti magiche per vendicarsi dei suoi nemici e del fratello Antonio che lo ha spodestato , esiliandolo con la figlia Miranda su un isola deserta abitata solo da Calibano un essere mostruoso. La Tempesta è una commedia drammatica dove ritroviamo il concetto di unità di tempo: il tempo degli attori coincide con il tempo del pubblico(meta teatralità). Questo spettacolo è la somma della teatralità di Shakespeare che era solito usare “il teatro nel teatro”, un teatro moderno che si adattava alle esigenze del pubblico dell’ epoca . La tragedia si presta a molte interpretazioni e piani di lettura. La messa in scena di Laura Angiulli esplora l’ aspetto metafisico e concettuale soffermandosi su ciò che è essenziale cogliendo così gli aspetti più autentici della pièce. Merito di questo originale allestimento è quello di abbandonare in parte la dimensione magica e favolistica a favore di una narrazione più realistica che esplora in primis la psicologia dei vari personaggi, in particolare di Prospero vera anima della rappresentazione.Come dice Prospero nella Tempesta: Noi siamo fatti della materia di cui sono fatti i sogni , e la nostra breve vita è circondata da un sonno( nel giro di un sonno conchiusa). Il mondo intero e le vicende sono frutto di illusione e l’ illusione è quella di cui si nutre il teatro stesso. Da sempre il teatro è il luogo della magia, dove l’ impossibile diventa possibile, per la capacità di raccontare storie che vanno oltre il mondo razionale e che ci inducono a riflettere sulla fragile condizione umana. Prospero grazie alle sue doti magiche scatena la tempesta, ammansisce Calibano, separa tutti i superstiti del naufragio, gestisce Ariel lo spirito del bene e favorisce la nascita dell’ amore tra Ferdinando figlio del re e sua figlia Miranda. Altro tema della tempesta è la brama di potere e l’ ambizione , temi universali che abitano da sempre l’uomo e che spesso portano rovina e separazione come nel caso di Prospero e del fratello .Antonio.Il testo è pieno di significati nascosti e allegorici che nei secoli hanno dato adito a molte interpretazioni. L’ isola potrebbe rappresentare un mondo utopico dove poter costruire una società migliore, perché è compito dell’ uomo quello di creare ordine dove questo viene a mancare. Molti i parallelismi con la società attuale alla continua ricerca di nuovi ordini possibili e pervasa dalla continua lotta tra ordine e caos. Questa è la forza dei classici , che pur attraversando secoli, sono ancora materia viva, che permette al presente storico di rispecchiarsi in essi.Calibano , secondo la regista, potrebbe rappresentare la diversità, il non allineamento, il lato oscuro presente in ognuno di noi , ma anche il fenomeno del colonialismo alla luce del quale si spiegherebbe l’ odio di Calibano verso Prospero che avrebbe invaso il suo territorio.Ariel ( Alessandra D’ Elia) ben rappresenta la leggerezza e la soavità del bene che riesce ad innalzarsi sulla pesantezza e la banalità del male fino alla catarsi finale.Il nuovo allestimento di Laura Angiulli si affida per la scenografia alla scelta minimalista di Rosario Squillace , coadiuvata dal disegno luci di Cesare Accetta , che ben sottolineano le scene della pièce. Con la tempesta di William Shakespeare la Galleria Toledo di Laura Angiulli si conferma luogo di condivisione, di discussione, di ricerca continua, di qualità dell’ offerta proposta al suo affezionato pubblico, lontana da facili consensi e banali mistificazioni .
Filomena Brancaccio












