L’ amour fou ripercorre, attraverso delle lettere mai spedite dal suo compagno Pierre Bergè( Gianni Caputo), il profondo legame , durato oltre mezzo secolo, che li univa profondamente. Yves Saint Laurent ,successore di Dior , in collaborazione con Pierre Bergè fonda nel 1957 la sua maison destinata a lasciare un segno indelebile nella storia della alta moda. Lo spettacolo rafforza l’ idea che un sogno comune può diventare realtà e che ciò che abbiamo dentro può realizzarsi fuori , tracciandone l’ identità poetica e artistica. Nello spettacolo si esplora la genialità visionaria dell’ artista, i suoi successi, il suo rigore professionale, il suo stile rivoluzionario e inimitabile, le sue provocatorie intuizioni : ha creato il caban, il trench, l’ abito Mondrian, lo smoking al femminile, la ligne trapeze, servendosi di colori cromatici ispirati a quelli di Marrakech . Un personaggio più complesso di quello che possiamo immaginare. Voleva abbattere i vecchi codici della borghesia, dare potere e libertà alle donne entrando così con le sue creazioni nel territorio sociale. Aveva grande rispetto per il corpo delle donne e in virtù di ciò lo esaltava con le sue creazioni. Grazie alla particolare bravura di Gianni Caputo la riuscita messa in scena dell’ Amour fou riesce a catturare gli aspetti più profondi , spesso tragici e umani, di una icona quale era Yves Saint laurent. Allo stesso tempo Gianni Caputo, attore in costante crescita, ci restituisce una interpretazione intensa e coinvolgente , suscitando nel pubblico una partecipazione emotiva palpabile. Nel racconto la vita e la morte, la realtà e l’ effimero, l’ apparenza e l’ essenza, il pubblico e il privato, si fondono fino a diventare un unicum. Il suo mito è legato all’ eterna dicotomia di genio e sgretolatezza, binomio indissolubile che caratterizza molti grandi personaggi della storia. Infatti la vita di Yves Saint Laurent è improntata a una straordinaria capacità creativa e allo stesso tempo a comportamenti trasgressivi, autodistruttivi, a depressione e a una profonda solitudine interiore che lo attanagliava. L’ amour fou è soprattutto il racconto dell’ intensa storia d’amore tra Yves e Pierre che si completano a vicenda pur essendo profondamente diversi: timido , introverso e fragile Yves, lucido e determinato uomo d’ affari Pierre ,amante di opere d’arte, editore di successo, paladino per i diritti e le libertà degli omosessuali . Pierre Bergè è stato il più grande sostenitore di Yves Saint Laurent , dopo la sua morte ha contribuito all’ apertura di due musei dedicati allo stilista e ha creato la fondazione Yves Saint Laurent.Ci troviamo difronte a un riuscito progetto di contaminazione tra teatro e cinema( grazie alle immagini proiettate sullo sfondo) che danno leggerezza e movimento a tutta la messa in scena.Le felici intuizioni e scelte registiche hanno dato vita a uno spettacolo completo, un addensato di sentimenti, vite di gloria e miserie, successi e sconfitte di esseri umani prigionieri delle proprie sofferenze , ma anche delle gioie.Le suggestive musiche tratte da opere liriche della divina Callas e di Jacques Brel a cura di Giuseppe Sgamato completano l’ architettura dello spettacolo.
Da vedere.
Filomena Brancaccio












