Lo spettacolo è la storia di un amore, ma anche la storia di un sogno, un sogno d’amore per una donna mai conosciuta, ma ammirata sempre da lontano, nel silenzio e nel buio. Insieme a migliaia di altri occhi. Questa donna è Pina Bausch.Il colpo di fulmine, scrive Giuseppe Sollazzo nelle sue note, scattò a Parigi agli inizi degli anni ottanta. Non ricordo quale fu lo spettacolo rivelatore, se 1980, Arien, o Kontakthof. A distanza di anni, di un sogno non ti restano che immagini sparse. Beatrice Libonati che fa l’Eletta nella Sagra della primavera, un palcoscenico coperto di garofani, la Endicott alle prese con un ippopotamo innamorato, una donna vestita di soli palloncini rossi, un’altra che fa l’amore con un pianoforte. Evidentemente ci sono artisti che rappresentano punti di non ritorno. C’è un prima o un dopo di loro. Arrivano, creano meraviglie, e spezzano convenzioni che sembravano inossidabili, danno vita a nuovi modi di agire la scena. Niente è più come prima. Una di questi è Pina Bausch.
31 gennaio - 1 febbraio
Teatro San Ferdinando
QUANDO LA FINIRAI CON PINA BAUSCH?
regia e drammaturgia Giuseppe Sollazzo
movimenti coreografici Beatrice Libonati
con Paolo Romano, Vincenza Modica, Tresy Alberti, Simona Barattolo,
Roberta Cacace, Laura Gagliardi, Ferdinando Gagliardi,
Gabriele Carlo D’Aquino, May Bevilacqua, Miriam della Corte, Annita Vigilante, Marisol Borgo, Roberto Cervone, Brunello de Feo, Rossana Abritta, Michele Romeo di Tuosto, Antonio Tomberli
costumi Maddalena Marciano
elementi scenici Massimo Nota, Quintessenza
disegno luci Davide Gagliani
tecnico del suono Luigi Cardillo
creazione video Alessandro Papa, Emanuele Buonocore
direttore di scena Pasquale Caputo
assistente alla regia Salvatore Lonz
segretaria di compagnia Rosa Pelliccia
comunicazione e relazioni internazionali Thea Roccuglia, Valentina Rippa
foto di scena Salvatore Pastore
produzione Campania Teatro Festival – Fondazione Campania Dei Festival, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Associazione Jules Renard
Durata: 1 ora e 10 minuti (atto unico)











