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"Buon compleanno Presidente"

Data pubblicazione: 26-01-2026
 

Non lo facciamo per una commemorazione rituale, il suo messaggio è ancora potente e di visione, oggi più che mai, soprattutto dopo il disegno di legge presentato a dicembre che nulla ha a che vedere con la vera portualità. Ricordare Nerli oggi non è un esercizio di memoria, ma un atto di resistenza. Padre della legge 84/94, aveva già disegnato l’evoluzione del modello portuale moderno, anticipando l’importanza del ruolo dei porti per tutto il Paese, nel rispetto del bene comune che messo a sistema produce ricchezza e occupazione ma che qualcuno oggi vorrebbe cancellare in nome di un centralismo burocratico.E se a farlo sono ministri della Lega del governo Meloni il dubbio che il diavolo si nasconda nelle pieghe del provvedimento è più che legittimo.L’insegnamento di Francesco Nerli, di un’attualità straordinaria, è sempre stato finalizzato a ottimizzare e valorizzare le peculiarità territoriali e metterle al servizio dello Stato, con l’efficientamento del sistema portuale, tramite le Adsp e la loro autonomia finanziaria. Per cosa? Per creare valore aggiunto, essere attrattivi sui mercati internazionali e creare gettito erariale, per la redistribuzione equa delle risorse e per reinvestire nel settore.

Invece si parla di costituire una specie di società edile.Una società che nasce per utilizzare le finanze generate dai lavoratori e dagli operatori per costruire infrastrutture in Italia e all’estero, oltre a vendere servizi e consulenze di ingegneria.Quindi la lezione di Nerli resta attualissima, non abbiamo bisogno di una società accentratrice che drenerà ai territori le risorse ma di far funzionare sempre meglio la macchina del sistema portuale facendo convivere con successo interessi e solidarietà, investimenti e attrattività logistica.

Il porto si governa sul molo, nel rispetto della sua natura pubblica, democratica e territoriale.La governance multilivello va fortificata, non espropriata.Il porto è un ecosistema vivo fondato sulla centralità del lavoro e sulla sicurezza, non un asset immobiliare da gestire a distanza.Il messaggio di Francesco Nerli era già riforma, molto prima di chi oggi utilizza questa parola per coprire un’operazione di concentrazione del potere. La sua visione di un sistema portuale integrato, capace di fare rete e specializzare i traffici, resta l’unica rotta credibile per lo sviluppo dei territori. Nel giorno del suo compleanno, la FILT CGIL Campania rilancia la sfida, non c’è bisogno di smantellare ciò che funziona, sarebbe stato molto più utile attuare la norma nel suo complesso prima di giudicarla e modificarla. 

Intervenire a gamba tesa solo ed esclusivamente per interessi che non hanno a che vedere con la portualità, con le lavoratrici e i lavoratori, con le imprese e senza una visione di settore non è degno di un Paese che difende i suoi interessi. Difendere l’autonomia dei porti, il lavoro e il legame con i territori è l’unico modo autentico per onorare la lezione di Francesco Nerli e far progredire il nostro sistema.“Nel giorno del compleanno di Francesco Nerli, ripensare la sua lezione in questo particolare contesto smaschera gli autori della finta riforma, e questa è la giornata giusta per promettergli che difenderemo il lavoro e lo sviluppo con tutte le nostre forze, le competenze e le intelligenze di cui siamo e saremo capaci di contrapporre nell’interesse generale”.